ESS PCCHE'
109 disegni.
Grafite e gomma su carta.
Cm. 70 x 100
Ricercando la forma.
di Roberto Mastroianni
Se nella pittura e nella scultura la ricerca si sviluppa in un “lavoro di profondità” che porta l’artista a “entrare dentro” ai volumi, alle composizioni e alle potenzialità plastiche della materia, in una scomposizione prospettica degli oggetti che si fa materica, nel disegno l’artista procede con un “lavoro di superficie”, che mette in luce le forme e i confini percepiti e percepibili del flusso e della struttura con cui le forme si danno e si evolvono. La scultura e la pittura permettono infatti di fissare, in una dialettica tra bidimensionalità e tridimensionalità, gli elementi primi della realtà e delle tecniche espressive in porzioni di realtà astratta, dando vita a simulacri di forte valenza simbolica, mentre il disegno riproduce la superficialità dello sguardo e delle forme dando vita a sedimenti grafici di forme in movimento, che diventano proiezioni virtuali della dinamica e della statica cui sono soggette le forme percepibili nella relazione della natura con l’uomo.
Tutto ciò è facilmente osservabile nel ciclo di 109 disegni dal titolo “ESS PCCHE' - 2018, in mostra con un’installazione di 40 disegni di cm. 70X100 (grafite e gomma su carta) e con un video in slow motion, in cui la ricerca delle forme si presenta in una dialettica tra lo sguardo, le dinamiche, le forme rappresentate e il gesto. Queste opere si presentano dunque come elementi di una narrazione visiva che fissa il movimento, le curve e le linee in tanti “fotogrammi” capaci di rendere la complessità insita nella possibile evoluzione dei fenomeni, portando a rappresentazione linee di forza, geometrie e vettori di energia attraverso un’astrazione analitica che si deposita in tracce dell’interazione tra i fenomeni.
Nati quasi come il risultato di una pratica meditativa con cui l’artista coniuga la propria ricerca interiore e la ricerca su elementi esterni, questi disegni sono il risultato di un atto performativo in cui la mano si mette in ascolto delle leggi che guidano l’emersione, la formalizzazione e l’evoluzione delle strutture che innervano la realtà e si presentano come astrazioni realizzate quotidianamente ascoltando musica, che non possono in alcun modo essere ridotte a semplici schizzi preparatori. I 109 disegni sono infatti il risultato dell’interazione cinestetica tra lo sguardo, la mano e il suono e “figurano” le leggi della fisica, della dinamica e della composizione del mondo naturale e meccanico, al fine di esplorare tutte le potenzialità linguistiche ed espressive della materia, restituendo le logiche profonde dello sviluppo del reale e gli elementi primi della realtà e del processo/prodotto artistico.
Rimane da chiedersi quale sia il posto di queste opere nella produzione complessiva dell’artista e il motivo profondo che porta a realizzarle, la risposta sembra essere fornita dal titolo stesso del ciclo grafico: “ESS PCCHÈ” (“ecco perchè”), intercalare dialettale abruzzese che viene usato per rispondere alla domanda sulle motivazioni di un’azione apparentemente incomprensibile, che comunque necessita di essere portata a termine spinta da una esigenza interiore.
Il dover fare una cosa perché la si vuole fare, in questo caso il rappresentare la realtà esterna sotto l’impulso di un bisogno interiore che spinge all’indagine e al fare dell’arte, è il motivo vero alla base della pratica artistica integrata di un uomo che rintraccia lo spirituale nell’arte e lo esprime attraverso le immutabili leggi della statica e della dinamica e in questa tensione trova la propria vocazione.