LE TENTAZIONI DELLA MATERIA

Sabato 12 gennaio 2019, alle ore 17:00, presso la Casa del Conte Verde di Rivoli (via Fratelli Piol, 8), si terrà l'inaugurazione della mostra “Le tentazioni della materia” allestita dagli studenti delle classi 4C, 4G e 4I del Liceo Charles Darwin di Rivoli, nell’ambito del progetto di alternanza scuola-lavoro
“I mestieri dell’arte”.
L’esposizione, patrocinata dalla città di Rivoli, prosegue il fortunato progetto ideato dal professor Gabriele Garbolino e coadiuvato dalle professoresse Ornella Capretto, Benedetta Fassio ed
Emanuela Piantelli, che si propone di offrire agli allievi del liceo Darwin una variegata panoramica sulle numerose professionalità legate al mondo dell’arte.
Quest’anno agli studenti è affidato lo stimolante compito di allestire la mostra personale dello scultore Elio Garis, curando la comunicazione dell’evento e guidando i visitatori lungo un itinerario ragionato nei quattro suggestivi locali storici della Casa del Conte Verde offerti dal Comune di Rivoli.
L’esposizione temporanea avrà lo scopo di indagare le possibilità espressive offerte dalla materia all’artista, esplorando opere che spaziano dalle sculture a tutto tondo alle sabbie, dalla vetrofusione
ai progetti per le opere pubbliche, valorizzando nel contempo le suggestioni plastiche legate alla sperimentazione da parte di Garis di materiali differenti, come il legno e il bronzo, il marmo e il cemento, l’acciaio corten, la ghisa e l’inox.
"Le tentazioni della materia" non potrebbe essere titolo più indicato per l'esposizione delle opere di
Elio Garis. L’artista, che vive e lavora a Vigone dove è nato nel 1954, ha infatti alternato l’attività di
ceramista a quella di pittore fino al 1978, anno a partire dal quale ha inaugurato la bottega di Mastro Mahel, un’officina d’arte ove sperimentare tecniche e materiali, luogo d’incontro di forme d’espressione e personalità artistiche diverse. Dal 1989 ad oggi egli ha inoltre realizzato numerosissime e importanti opere pubbliche, spesso di grandi dimensioni, alternando forme aeree ad altre di segno più figurativo. Tra esse ricordiamo l’altare, l’ambone, il tabernacolo e gli arredi del Santuario della Madonna dei Boschi di Boves, i cui progetti saranno esposti in mostra.
L’artista ritiene che il materiale sia importante nella sua essenza: il suo obiettivo è di entrare in empatia con esso, coglierne le possibili sfaccettature e realizzarne le possibilità d’impiego. Se il materiale detta una linea di lavoro, è tuttavia l’abilità dell’artista nell’ascoltare e dialogare con il materiale a creare il connubio perfetto che conduce alla realizzazione di un’opera.

La mostra sarà inaugurata sabato 12 gennaio 2019 alle ore 17,00 e sarà aperta al pubblico fino a domenica 3 febbraio nei seguenti orari:
da martedì a venerdì: dalle ore 16.00 alle ore 19.00;
sabato e domenica: dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

Il giorno dell’inaugurazione, i ragazzi delle classi coinvolte nel progetto guideranno i visitatori lungo il percorso espositivo.

Per ulteriori informazioni e per prenotare visite guidate, anche in lingua inglese, si prega di contattare il seguente numero: 011 9563020 email: casaconteverde@libero.it

NEWS

ESS PCCHE'

109 disegni.
Grafite e gomma su carta.
Cm. 70 x 100
Ricercando la forma.

di Roberto Mastroianni

Se nella pittura e nella scultura la ricerca si sviluppa in un “lavoro di profondità” che porta l’artista a “entrare dentro” ai volumi, alle composizioni e alle potenzialità plastiche della materia, in una scomposizione prospettica degli oggetti che si fa materica, nel disegno l’artista procede con un “lavoro di superficie”, che mette in luce le forme e i confini percepiti e percepibili del flusso e della struttura con cui le forme si danno e si evolvono. La scultura e la pittura permettono infatti di fissare, in una dialettica tra bidimensionalità e tridimensionalità, gli elementi primi della realtà e delle tecniche espressive in porzioni di realtà astratta, dando vita a simulacri di forte valenza simbolica, mentre il disegno riproduce la superficialità dello sguardo e delle forme dando vita a sedimenti grafici di forme in movimento, che diventano proiezioni virtuali della dinamica e della statica cui sono soggette le forme percepibili nella relazione della natura con l’uomo.

Tutto ciò è facilmente osservabile nel ciclo di 109 disegni dal titolo “ESS PCCHE' - 2018, in mostra con un’installazione di 40 disegni di cm. 70X100 (grafite e gomma su carta) e con un video in slow motion, in cui la ricerca delle forme si presenta in una dialettica tra lo sguardo, le dinamiche, le forme rappresentate e il gesto. Queste opere si presentano dunque come elementi di una narrazione visiva che fissa il movimento, le curve e le linee in tanti “fotogrammi” capaci di rendere la complessità insita nella possibile evoluzione dei fenomeni, portando a rappresentazione linee di forza, geometrie e vettori di energia attraverso un’astrazione analitica che si deposita in tracce dell’interazione tra i fenomeni.

Nati quasi come il risultato di una pratica meditativa con cui l’artista coniuga la propria ricerca interiore e la ricerca su elementi esterni, questi disegni sono il risultato di un atto performativo in cui la mano si mette in ascolto delle leggi che guidano l’emersione, la formalizzazione e l’evoluzione delle strutture che innervano la realtà e si presentano come astrazioni realizzate quotidianamente ascoltando musica, che non possono in alcun modo essere ridotte a semplici schizzi preparatori. I 109 disegni sono infatti il risultato dell’interazione cinestetica tra lo sguardo, la mano e il suono e “figurano” le leggi della fisica, della dinamica e della composizione del mondo naturale e meccanico, al fine di esplorare tutte le potenzialità linguistiche ed espressive della materia, restituendo le logiche profonde dello sviluppo del reale e gli elementi primi della realtà e del processo/prodotto artistico.

Rimane da chiedersi quale sia il posto di queste opere nella produzione complessiva dell’artista e il motivo profondo che porta a realizzarle, la risposta sembra essere fornita dal titolo stesso del ciclo grafico: “ESS PCCHÈ” (“ecco perchè”), intercalare dialettale abruzzese che viene usato per rispondere alla domanda sulle motivazioni di un’azione apparentemente incomprensibile, che comunque necessita di essere portata a termine spinta da una esigenza interiore.

Il dover fare una cosa perché la si vuole fare, in questo caso il rappresentare la realtà esterna sotto l’impulso di un bisogno interiore che spinge all’indagine e al fare dell’arte, è il motivo vero alla base della pratica artistica integrata di un uomo che rintraccia lo spirituale nell’arte e lo esprime attraverso le immutabili leggi della statica e della dinamica e in questa tensione trova la propria vocazione.

 

Informazioni

WORK

ELIO GARIS
Vicolo del Teatro, 1
10067 - Vigone, TO
P.Iva 08182850019
Tel. (+39) 388 8452056
garis.elio@gmail.com

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